9 Apr

STOLA E GREMBIULE…a Pasqua ci stanno tutti e due!

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18 Mar

Non v’è sempre il lieto fine

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Questa per me è una storia agghiacciante.
Ne conosco di peggiori, ma non vorrei mai che qualcuno vi si riconoscesse.
Non è un caso limite, naturalmente, ma una evenienza che può accadere ad ognuno di noi.

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19 Dic

Chi sbaglia non sbaglia mai da solo

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“Non esiste peggior nemico di noi stessi!”.
Chi coniò questo detto doveva saperla lunga. Ed è per questa coscienza che, prima di rispondere al gentile amico che ha voluto dare la sua forte testimonianza in questo blog “inascoltato”, ricordo che in noi uomini esiste una sorta di autodifesa che raramente ci fa stare in comunione con i nostri simili.
Spesso li teniamo distanti, li emarginiamo, ne sentiamo pure il repulso (quando si è appunto “razzisti”); altre volte per il nostro uso e consumo ne accogliamo perfino l’acre odore, ne accettiamo il giogo.
Poche volte li amiamo per ciò che sono, poiché non sono noi.
La verità è che siamo un mistero, un evento della natura libero e audace; ma in noi v’è pure tanta debolezza, vuoti infiniti, mille paure.
E allora molti si rivolgono a DIO attraverso le religioni e le fedi e si parla tra di noi, ci si riempie la bocca di buone intenzioni cercando di fare nostro ciò che non si fa sequestrare da forza e intelligenza. Non basta vociare intorno a DIO, né farlo contro l’uomo credendo di cogliere per noi quel che sottraiamo all’uno e all’altro.
Ecco la mia risposta all’ospite del precedente post:
Siamo razzisti perché del fratello prodigo non ce ne frega un bel niente!
E il fratello prodigo tutto ricorda, il cibo, la casa spaziosa, il padre, ma nulla dice del fratello maggiore lasciato lì a poltrire.
Non c’è un solo ricordo che lo fa pensare a quell’uomo, suo fratello. Ecco come sono fatti i fratelli maggiori e quelli prodighi: sono intolleranti.
L’umanità non sa accettare per sé la tolleranza, sapere di essere tutti eguali nella necessità del vivere, nel profondo bisogno di ricerca di noi, perché è egoista.
La rifiuta pur sapendo che essa è il sommo insegnamento che rende evoluti gli esseri pensanti. L’uomo è davvero nemico di se stesso.
Credo, infine, che se si è razzisti non è per soltanto colpa propria ma per il semplice fatto che se uno sbaglia non sbaglia mai da solo, lo coinvolge una provocazione ed un invito che viene dagli altri, che siamo noi.
Hitler  avrebbe potuto desiderare di distruggerci tutti, ma se i suoi seguaci lo avessero in coro mandato a quel paese, avrebbero ridotto le sue idee ariane a semplice fumo.
A causa di coloro che gli hanno creduto, l’umanità è stata sottoposta  al dolore che tutti sappiamo.
La responsabilità quindi è soltanto nostra: siamo liberi di agire e di pensare, DIO non centra. Eppure Egli è sostanza della nostra sostanza umana e lo lasciamo da solo dentro di noi, nel suo silenzio misterioso ad osservare lo scempio che facciamo della libertà di vivere secondo la nostra esclusiva ragione.
28 Apr

Ad ognuno la sua morale

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Un sant’uomo ebbe un giorno da conversare con Dio e gli chiese:

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16 Apr

Ho fame, puoi aiutarmi?

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24 Mar

Pasqua è vedere Gesù

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Alcuni stralci della lettera del Priore Generale G.C. Sibilia:

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22 Mar

Buona Pasqua solo a Dio!

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Che ci dice ancora la parola Pasqua? Il mio sacerdote mi mena quando dimentico di ottemperare ai tempi della quaresima, o di Pasqua e Natale. In verità dimentico perché voglio dimenticare… Non c’è più nulla di religioso che mi stupisce nell’anima e che mi trascina con lo sguardo nel mistero e nell’amore. Chiedo pertanto scusa a Cristo, l’unica realtà che ne esce intaccata dal mal governo cristiano. Lui non si tocca, ma per tutto il resto non c’è un apice di autenticità e di vero realismo cristiano tra le fedi. Non c’è l’ho con Benedetto il papa, ma con Benedetto l’uomo cristiano… Possibile che non ti rimugina l’anima? Che la tua fede non ti imponga di chinare il capo? E che non ti accorgi che sei Cesare? Possibile sì… che non ti accorgi proprio di nulla. E allora lasciamo perdere. Io la croce non la bacio, non faccio file dietro altri per comunicarmi visto che già la Chiesa mi ha scomunicato, non recito rosari né preghiere stantie, non faccio quasi nulla di quel che voi Chiesa fate! Mi tengo soltanto ciò che avete scartato, sì, la pietra di inciampo… quel Dio buono che avete venduto per pochi denari.

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18 Mar

Benediciamoci

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23 Feb

Contro il male oscuro

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12 Feb

Un’anima bramante di tenerezza

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Mi scrive il caro amico Carducci (http://holmes.blog.tiscali.it/):

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